07.01.2020

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Test Antidoping in IBJJF: le problematiche

Questo articolo vuole essere una riflessione sull’efficacia dei controlli antidoping nel Jiu Jitsu. Sono un fermissimo e deciso sostenitore del Jiu Jitsu pulito e dei controlli antidoping, ma ci sono delle incognite che mi fanno pensare che, allo stato attuale delle cose, non siano particolarmente efficaci. Voglio condividere il mio pensiero con voi.

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Sberla Marco Mencarelli

Agli scorsi Mondiali No-Gi tenutosi ad Anaheim (California), USADA ha fatto il suo debutto nel circuito No-Gi della Federazione. I controlli antidoping in realtà sono presenti nella IBJJF dal 2013, anno in cui la Federazione firmò la partnership con USADA per testare gli atleti al Mundial (per i profani, il Mundial è il Mondiale con il Gi). I test, nel modo in cui sono attuati ora, hanno due grosse problematiche che li rendono vani in gran parte dei casi.

Controlli solo In-Competition
I controlli messi in atto da USADA sono controlli esclusivamente In-Competition. Questo significa che le procedure riguardanti i test antidoping vengono svolte solo ed esclusivamente nel giorno della competizione.

Cosa comporta ciò?
Questo comporta una conseguenza molto evidente: detto molto a grandi linee l’atleta in questione può doparsi per 364 giorni l’anno e “fare pausa” nel giorno del Mundial. In termini più tecnici il lottatore può programmare i cicli di doping in modo che la sostanza dopante non sia più rilevabile e possa risultare pulito nel giorno della gara. Senza l’effetto sopresa dei controlli out-of-competition si perdono molte garanzie sull’effettiva innocenza degli atleti.

Il numero di test
Sul sito di USADA è possibile trovare il numero di test che l’agenzia antidoping svolge per ogni sport, nel corso di un anno. Compare quindi un dato abbastanza allarmante: dal 2013 ad oggi USADA fa 10 test antidoping ogni anno in IBJJF. Dieci.

Come abbiamo già detto l’unico evento in cui c’è il drug testing è il Mundial, dunque ad ogni campionato del mondo vengono effettuati 10 test antidoping in totale. Probabilmente state sorridendo. Considerando le sole cinture nere, che pare siano le uniche sottoposte al testing, ci sono 17 categorie di peso: 9 maschili e 8 femminili. Ciò significa che in media vengono testate 0,59 persone (meno di UNA) per ogni categoria di peso, e se ci pensate è una statistica totalmente ridicola.

Facciamo l’ipotesi (non vera, estremamente al ribasso) che ad un Mundial si iscrivano solo in 10 persone per ogni categoria: 10 atleti x 17 categorie risulterebbe 170 atleti iscritti. USADA ne testerebbe solamente 10, gli altri 160 rimarrebbero senza controllo. È evidente che si tratta di un campione troppo piccolo.

Insomma, attualmente la collaborazione tra IBJJF e USADA non è garanzia di Sport pulito, anche se si tratta di un enorme passo in avanti per tutto l’ambiente del Jiu Jitsu Brasiliano: probabilmente, col passare del tempo, i controlli antidoping nel BJJ diventeranno sempre più frequenti ed efficaci in tutte le competizioni.

Nel frattempo diciamo NO AL DOPING!


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