17.07.2021

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Comfort Zone Sei sicuro di essere fuori o hai creato l'ennesimo guscio?

Siamo pieni di frasi motivazionali, ma l' autenticità scarseggia.

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Sberla Marco Mencarelli

Negli anni 90′ i cartoni o i telefilm (le serie di oggi) non ci andavano piano. A partire dal mitico Ken il guerriero, l’ Uomo Tigre, fino ad arrivare al cattivissimo Maestro di Mila e Shiro, siamo stati abituati ( noi master) a credere che il MAESTRO era una persona SEVERA. 

Per non parlare di film CULT come Rocky o Guerre Stellari.

Il Maestro era quella figura in grado di TORCHIARTI, di dirti cose che non vorresti sentire, per farti emergere. Oggi abbiamo perso questo genere di film in cambio di programmi di cucina, ballo, canto con la promessa che se ti fai “vedere” allora tutto diventa facile. 

Il problema non è il programma, ovvimente, ma abbiamo perso il contenuto. Il messaggio è che se non riesci a fare quello, non ti preoccupare vai di là che la forse è più facile. Ti capiscono di più, sono empatici. Non passa più il messaggio, vuoi quello? Devi impegnarti.

NON CI SEI RIUSCITO? NON TI SEI PREPARATO;
TI SEI FATTO MALE? E’ COLPA TUA ( e tu lo sai quando questo accade);

Chi si ricorda il mitico addestramento di Zorro, nel passaggio da straccione a vendicatore mascherato:

https://www.youtube.com/watch?v=5CZNlIlUjzM

Tutti questi esempi sono molto cinematografici ma estremamente calzanti.

LA ZONA DI COMFORT SUL TATAMI
La zona di comfort sul tatami è quanto di più deleterio e anti-marziale ci sia.Quali sono gli elementi, più eclatanti, che caratterizzano questa “dottrina” e come riconoscerli:

  • Fare la tecnica con i preferiti;
  • Fare sparring solo con chi ti fa muovere;
  • Evitare chi non “rispetta” la tua cintura;
  • Lamentarsi;
  • Piangere se ripresi;
  • Creare il sotto-gruppo;
  • Il Maestro non mi segue abbastanza, quindi non miglioro;
  • E’ colpa tua se perdo, perchè non mi insegni bene;
  • Cercare continuamente consensi;
  • Gli altri ti fanno male;
  • Non è mai colpa tua, sono gli altri che…

Ecco il Jiu-Jitsu dovrebbe essere uno strumento di evoluzione e tutti noi abbiamo migliorato/modificato qualcosa ( si spera ) se la nostra cintura ha cambiato nel tempo colore. Come una pietra se scalfita prende la forma di una lancia allora il Jiu-Jitsu dovrebbe penetrare dentro ogni più piccola particella del nostro essere per consentire questa trasformazione. Proprio come il mitico ADAM quando pronunciava la parola magica: A ME IL POTERE!! Ebbene si amici, A NOI IL POTERE.

A noi il potere di scegliere, di non accettare il proprio destino, di combattere, di creare la nostra strada, di migliorare, di evolvere. A noi il potere, di non cercare la strada più facile, di non accettare un percorso più semplice in cambio di una zona di comfort sterile, asettica, bella ovattata e protetta.

I social e il progresso digitale permettono a chiunque di trasformare oggi la propria passione in un business, riducendo il tempo libero e gli svaghi, e aumentando la competizione con gli altri. Per sfuggire all’insoddisfazione e all’invidia perenne, come consigliava nel 1930 il filosofo britannico Bertrand Russell nel saggio “La conquista della felicità”, dobbiamo smetterla di essere ripiegati su noi stessi e di cercare il benessere nell’approvazione altrui, e aprire il nostro sguardo all’esterno.  Per fortuna, oggi, in ogni città esistono varie accademie dove poter iniziare il proprio percorso di studi, quindi non si hanno più scuse. Magari 10 anni fa non era possibile scegliere, ma oggi ad ognuno la sua scuola.

Buon Allenamento.


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